Una piuma ondeggia
leggera spinta dai refoli
del vento arrivato da est.
Si alza, tocca il cielo 
come d’un tratto volesse
adagiarsi sui rami alti
di quel tiglio imponente
che accosta da tempo
il maniero normanno.
Mi riporta alla mente
l’allegrezza infantile
dei variopinti aquiloni.
            ▪
S’impenna ancora la piuma
per assaporare l’incanto
di una veduta
che pari non ha.
Dirimpetto il campanile
restituisce, sonora, la voce
al presente divenuto
troppo presto passato.
E invoca a testimoni
le nuvole che indugiano
nell’indaco cielo
di un’altra primavera.
            ▪
È il luogo dove i ricordi
si fanno gioco di me.
È l’isola di Ulisse,
la taverna di Orazio,
l’antro sicuro della Sibilla.
È il posto dove la piuma
ignora i lecci gentili
per farsi cullare dal tiglio.
È il luogo dell’anima
che regala il coraggio
che solo aiuta
a sperimentare l’inedito.

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Michele Vespasiano

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